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Anche se l’e-commerce stia vivendo un’interessante fase di sviluppo in Italia, secondo un’indagine del Centro Studi MMOne Group, la nostra Nazione si collocherebbe agli ultimi posti della classifica europea per l’utilizzo dei servizi e-commerce. L’indagine è stata realizzata prendendo in considerazione 12 indicatori Eurostat sulle abitudini degli Italiani e denota un ritardo nell’uso di strumenti informatici per effettuare acquisti sul web. Questa carenza sarebbe ben visibile sia da parte dei consumatori che da parte delle imprese del settore.

Italia, dunque, indietro nella classifica europea per l’utilizzo degli strumenti del commercio elettronico, la quale vede tra i Paesi più virtusoi la Danimarca, Svezia e Gran Bretagna. A questo punto del mercato, il Belpaese avrebbe dovuto avere una posizione sicuramente diversa a livello europeo e mondiale. Basti pensare che solo l’11% delle imprese italiane ha una piattaforma di vendita nel proprio sito web e solo il 6% opera anche online. E’ giusto a questo punto fare una semplice considerazione: le imprese italiane fanno molti acquisti online.

Per quanto riguarda i consumatori, invece, solo il 17% ha fatto almeno un acquisto online contro il 74% degli svedesi. In Italia si attuano troppo poche strategie atte a favorire e sviluppare il commercio elettronico. Se prendiamo come esempio, invece, i consumatori stranieri c’è un’offerta diversificata con la possibilità di scegliere anche i prodotti italiani; per le imprese italiane un’opportunità di crescita, che consente loro di presentarsi sul mercato internazionale senza intermediazione.

A questo punto è ipotizzabile che in Italia ci sia bisogno di politiche di sviluppo economico che puntino ad uno sviluppo dell’e-commerce e ad una riduzione del digital divide italiano.