Sms, smartphone e tablet li mandano in pensione?

Sms in pensione? Con il grande successo che stanno riscuotendo gli smartphone, i quali fanno dell’accesso a internet un punto di forza dopo, gli operatori telefonici di tutto il mondo si sono visti obbligati ad offrire ai propri clienti piani dati per la navigazione a prezzi accessibili, generando la diffusione di applicazioni per la messaggistica tramite internet. Questa sta portando gradualmente all’abbandono degli Sms.

Mentre secondo l’Antitrust, gli sms in italia sono troppo cari, secondo un recente studio effettuato da Informa per il Financial Times, già nello scorso anno i messaggi scambiati ogni giorno da applicazioni web come WhatsApp, iMessage e BlackBerry Messenger hanno superato in quantità i classici messaggi SMS.

I dati parlano chiaro, i “messaggi tradizionali” hanno raggiunto una quantità pari a 17,6 miliardi ogni giorno, contro i 19 miliardi ottenuti dalle app di messaggistica gratuita.

Previsione 2014

Secondo Informa, nel 2014 la disparità di numeri fra le tipologie di servizio saranno ancora più evidenti: se i tradizionali messaggi di testo potranno raggiungere i 21 miliardi al giorno, la messaggistica gratuita potrà arrivare fino al ragguardevole traguardo di 50 miliardi al giorno.

Gli sms dei primi cellulari potrebbero finire nell’orbita dei servizi offerti dagli operatori o da istituzioni che hanno necessità di inviare informazioni sensibili come per esempio già fanno le banche per monitorare i movimenti finanziari sospetti.

Ma i dati di Informa vanno letti con un certo tipo di filtro perchè è vero che il numero di messaggi scambiati con le applicazioni di messaggistica gratuite è aumentato ma è vero anche che sempre più spesso mandiamo diversi messaggi per esprimere un concetto che un tempo avremmo espresso con un solo SMS, approfittando della gratuità di questi servizi di messaggistica istantanea sul web.