il Digital Signage ai tempi delle Olimpiadi

Ogni evento vuole la sua modalità comunicativa, pensata per raggiungere in modo ottimale il proprio target di riferimento. Che succede quando l’evento sono le Olimpiadi di Londra, conclusesi da poco, ed il target tutte le persone che hanno deciso di prendere parte alla manifestazione recandosi sul posto? Ecco le soluzioni di Monster Media.

L’azienda, leader nella progettazione e nella realizzazione di comunicazione digitale outdoor, è stata commissionata di sviluppare strumenti Digital Signage innovativi per alcuni brand inglesi piuttosto conosciuti anche nel resto del mondo; non solo quindi un canale ad hoc per le Olimpiadi ma anche differenziato per tipologia di prodotti. Una comunicazione camaleontica, che sapesse adattarsi al contesto rimanendo sempre rinconoscibile per i visitatori.

1. Cartoline personalizzate

Il committente è Westfield Stratford, colosso proprietario del centro commerciale più grande d’Europa inaugurato nella capitale britannica quasi un anno fa. Per promuovere la sua sponsorizzazione delle Olimpiadi (I punti vendita Westfield Stratford sono stati “i centri commerciali ufficiali di Londra 2012″) negli spazi adibiti agli uffici marketing globale è stata allestita una stazione di ricarica molto particolare.  Qui era possibile, attraverso una fotocamera integrata, scattare una propria foto, aggiungere la bandiera della propria nazione sullo sfondo ed il marchio Westfield Stratford. Una tastiera touch sullo schermo LCD permetteva poi all’utente di digitare il proprio indirizzo di posta per ricevere la cartolina personalizzata nella propria casella o per condividerla sui social media.

2. Videowall

Il committente è ancora una volta Westfield Stratford ed il punto di collocazione sempre il distaccamento marketing. Mentre le cartoline portavano il mondo all’interno del marchio grazie alle bandiere e al logo posto come firma delle cartoline, questo strumento fa il percorso inverso. Uno schermo LCD a parete delle dimensioni di 2×2 metri  mostra il brand, le sue attività e ed i suoi punti vendita sparsi in giro per il mondo: è una sintesi, una panoramica, una visione d’insieme che può essere racchiusa in un solo ed unico sguardo, nella quale i visitatori provenienti dall’estero possono riconoscere il punto vendita presente nella propria nazione o un’iniziativa di cui sono a conoscenza.

3. Supermarket virtuale interattivo

Il committente è Tesco, che ha voluto così lanciare “il primo supermarket virtuale interattivo di Londra”. Sfruttando la partnership con gli strumenti di comunicazione dell’aeroporto di Gatwick, è stato messo a punto un sistema di chioschi interattivi dove apparivano i prodotti commercializzati da Tesco in una sorta di frigorifero virtuale. Tramite un’applicazione scaricabile da smartphone e iPad era possibile scansionare il codice a barre del prodotto prescelto effettuandone in automatico l’ordine dall’aeroporto e ricevendo la spesa – non più virtuale ma concreta –  comodamente a casa, al rientro dalla trasferta londinese.

4. Gaming 

Il committente è Sperry Top-Sider, produttore di scarpe adatte agli sport d’acqua e alla navigazione, per il quale è stato inventato un gioco virtuale. Uno schermo LCD 3×3 metri posizionato nei pressi dei luoghi deputati ad ospitare le gare di vela raffigurava una spiaggia dove l’utente poteva giocare a beach volley; l’obiettivo del gioco era non far cadere a terra la palla e contemporaneamente riuscire a prendere i bonus che occasionalmente comparivano sullo schermo: scoppiando delle bolle fluttuanti, infatti, si aveva l’accesso immediato a premi che venivano consegnati ai fortunati giocatori da ambasciatori del brand. Il gioco ricorreva alla tecnologia a infrarossi per la lettura dei comandi gestuali e la loro trasposizione sullo schermo.

 

Formule diverse per messaggi diversi, che a ben pensarci non sono più solo dei messaggi. Il coinvolgimento e l’interattività permettono di divertirsi con la tecnologia (Come nel game) ma anche di compiere veri e propri atti di acquisto (Come nel caso della spesa virtuale interattiva); di bypassare, quindi,  il momento persuasivo da parte del brand trasformandolo in momento attivo da parte del consumatore. Questi nuovi strumenti sono frutto di un’esigenza precisa, quella di attrarre nuovi consumatori in un’occasione eccezionale ma non è esclusa la possibilità di impiegarli per campagne ordinarie o per un pubblico più ridotto e settoriale.

Le Olimpiadi di Londra in questo caso sono state solo una buona occasione per sperimentare nuovi metodi comunicativi e persuasivi da potenziare o di cui fare tesoro negli anni a venire.

 

(Fonte: signageinfo.com)