Facebook e Google, una sfida a colpi di app

Il colosso di Zuckerberg e BigG si contendono le fette di mercato non ancora del tutto sature legate al marketing geolocalizzato. Come essere sempre al servizio degli utenti? Ma tramite app per mobile, ovvio!


A Menlo Park (Sede di Facebook) come a Mountain View (Quartier generale di quei geniacci di Google) si lavora alacremente per ridurre il divario tra gli utenti e ciò di cui hanno bisogno. Anzi, ciò di cui potrebbero aver bisogno, che potrebbero voler visitare o acquistare, se solo sapessero che a pochi metri da loro li aspetta l’oggetto o la meta dei loro desideri.

Entrambi contano su una bella base social piena di utenti che non si fanno di certo pregare per fornire informazioni circa la loro vita privata, i loro interessi, i loro brand preferiti praticamente in ogni settore (Grazie ad esempio al meccanismo semplificato del “mi piace” per le pagine aziendali), i posti visitati ed il luogo esatto in cui si trovano nell’immediato presente.


Proprio quest’ultimo dato interessa particolarmente a Google, che lo ha tradotto in Google Trip, un’app per mobile con sistema operativo Android che, una volta scaricata, segnala automaticamente all’utente luoghi di interesse turistico o commerciale, sperando di indirizzarne il comportamento e, possibilmente, indurlo ad un acquisto; male che vada resta comunque la possibilità che l’utente decida di condividere  sui social l’informazione, dando visibilità ad applicazione e attività commerciali coinvolte (Oltre che all’onnipresente marchio Google, s’intende).

L’app, già ampiamente diffusa ed utilizzata negli Stati Uniti, ha da poco iniziato la sua avventura in Europa partendo da Londra e c’è da scommettere che tra non molto ce la ritroveremo anche nel Bel Paese, dove la crisi economica impone il rigore su tutto tranne che su tecnologia e interazione, soprattutto quando si parla di social.


Sempre orientata alle vendite la trovata di Facebook, che ha integrato l’app per mobile Local Picks (Sviluppata per il main partner TripAdvisor) con la sezione Nearby: sullo smartphone dell’utente non compariranno più solo locali e ristoranti presso i quali i suoi amici hanno effettuato un check-in (Il classico aggiornamento di geolocalizzazione “Pinco Pallino si trova qui”) ma anche quelle nelle vicinanze, catalogate in base all’incrocio di più variabili quali i voti rilasciati da amici e altri utenti (A patto che abbiano effettuato almeno una volta il check-in), i “mi piace”, le raccomandazioni e così via.

Essenziale sarà, per le attività che vorranno incrementare i propri guadagni grazie a questa funzionalità, avere una pagina aziendale ed ottimizzare le informazioni in essa contenute: riempire tutti i campi relativi alla localizzazione e ai contatti, mantenere un buon livello di freschezza dei contenuti aggiornando costantemente il diario.


Il geolocal come chiave di volta per la sopravvivenza delle attività locali, anche piccole? È possibile, ma solo a fronte di un uso massiccio (E massificato) del mobile come dispositivo per la navigazione. E come già detto sopra, l’Italia non è seconda (Quasi) a nessuno in cose di questo genere!

(Per un confronto tra Nearby e il suo acerrimo nonché celeberrimo nemico Foursquare vi rimando a questo post.)


Fonti: news.pmiservizi.it, www.webnews.it