Google, “questa stanza non ha più pareti”, ma schermi

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“Method and apparatus for themes using photo-active surface paint”, è il nome del brevetto che potrebbe mandare in pensione il concetto di casa come isola e rifugio dagli stimoli pressanti delle nostre giornate iperattive. Si tratta di un’idea di Google, che permetterebbe all’utente di visualizzare immagini di vario tipo, ad esempio, sulle pareti della propria casa, trasformandola in un widescreen.

Ne “Il cielo in una stanza” Gino Paoli parlava di di case che non hanno pareti, ma alberi, raccontando il percorso della mente visionaria di un innamorato; oggi, anzi, domani, al posto della mente potrebbero esserci un proiettore laser o a lampada, e al posto di alberi una vernice foto-reattiva, che accoglie immagini di vario tipo, contenuti web o altro. Google, insomma, trasferirebbe su scala domestica una tecnologia simile a quella che sta alla base degli e-book.

Secondo il brevetto depositato da Google, la vernice sarebbe in grado di reagire alla luce, trasformando le pareti in enormi schermi cangianti, con immagini di film, meteo, a ciclo continuo, senza dover cambiare le cartucce delle diapositive o le bobine del proiettore, il tutto controllato da pc o smartphone.
La tempistica per la realizzazione del brevetto non è stata precisata, Big G è comunque entrato a pieno titolo, già con Google Glass, ed ora con questo brevetto, nell’ambito della realtà aumentata, e sicuramente le scommesse del colosso del Web in questo campo non sono finite, visti i continui investimenti in start-up giovani e promettenti.